Si inizia per caso con l’idea di mettere su carta un concetto, di esternare una passione, di giocare con le parole inventando qualcosa che apparentemente non ci appartiene e sembra lontano, e più sembra lontano più osiamo raccontarlo.
Il gioco poi diventa qualcosa di più. Apporta un rilassamento, un appagamento, una chiarezza e una libertà difficili da ritrovare altrove. E succede anche che si riesca a capire quello che, fino a poco prima di mettersi a scrivere, non si era capito e di cui si era persino all’oscuro.
E poi usciamo noi con la nostra vita, i progetti, le aspettative. la penna diventa un pennello, il foglio una tela e le parole creano mondi nei quali ci rispecchiamo.
Brano tratto da SCRIVERE FA BENE, scrittura creativa per un percorso di consapevolezza – Le BRUMAIE Editore
Scrivere scrivere scrivere e sempre scrivere.
Ho cominciato da piccolissima, guidata dalla fantasia che respirava la vita intorno a me e la restituiva cambiata, a volte più bella, altre più drammatica.
Imparavo che potevo creare tutto un mondo, conosciuto solo da me, plasmandolo come fa lo scultore con la creta, per condividerlo con gli altri.
Era necessario però un compromesso, fra il desiderio di raccontare una certa storia e l’accettazione della storia che voleva essere raccontata, spesso molto diversa dalla prima.
Ascoltavo i personaggi, le atmosfere, le profondità, le negazioni e le asserzioni.
Imparavo ancora, nel passaggio dalla fantasia della narrativa alla realtà della vita a cogliere i fatti del mondo osservandoli da diversi punti di vista, senza più abbellire o drammatizzare, ma solo per mettere in luce quel qualcosa di vero e autentico che si nasconde nella normalità che sfuggiamo, per capire quanto invece sia straordinaria.
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