Il romance continua a incuriosire non solo romantici vintage ma lettori di tutte le specie e di tutte le età, e il dato interessante è che i ragazzi ne vanno pazzi!
Sminuita e snobbata dalla critica che da sempre l’ha relegata a opera di poco ingegno rivolta a donne diversamente intelligenti, la narrativa rosa si riscatta e incassa le preferenze del pubblico. Non vince premi prestigiosi ma produce best-seller che senza l’ausilio di particolari promozioni si trasformano, in molti casi, in long-seller.

È un genere che va da sé, semplicemente. È l’amore fiabesco, e come tutte le fiabe è farcito di orchi e demoni per spaventare ma non troppo, per rassicurare ma non troppo. È raccontato dalle donne come solo le donne e qualche eccezione maschile sanno raccontare, e con una prolificità stupefacente.
Impossibile non pensare a Liala, pseudonimo di Amalia Liana Negretti Odescalchi, che scrisse ottantadue libri vendendo dieci milioni di copie solo in Italia e vide la sua prima opera Signorsì, pubblicata nel 1931 da Mondadori, esaurita in soli venti giorni! Oggi i suoi libri continuano a essere pubblicati da Sonzogno.
La più prolifica è stata Corin Tellado che ha pubblicato oltre quattromila titoli e venduto quattrocento milioni di copie conquistando nel 1994 il Guiness World Records per aver venduto il maggior numero di libri in spagnolo.
Non di meno sono state Kathleen Lindsay con novecentoquattro opere, Enid Mary Blyton con ottocento opere e quattrocento milioni di copie vendute, Barbara Cartland con settecentoventitre libri.
Che dire di Danielle Steel, quinta autrice per numero di copie vendute in tutti i tempi (seicentocinquanta milioni) e prima in assoluto fra gli autori viventi? Fra romanzi (in maggioranza e da cui sono stati tratti diversi film), libri per ragazzi e altro genere arriva a più di centocinquanta titoli.
Ma perché la letteratura rosa è tanto amata?
Sarebbe naturale pensare che sia per il lieto fine raggiunto dopo peripezie e salti acrobatici di protagonisti sempre belli e attraenti, oppure per le soluzioni facili che non richiedono impegno o assunzione di responsabilità e dove le sofferenze sono facilmente stemprate e presto dimenticate, o per la speranza che la vita, alla fine, riservi delle piacevoli sorprese, quelle sorprese che tutti vorrebbero avere, anche coloro che dicono di non amare le sorprese. Potrebbe essere però che in tanti, se non in ognuno, alberghi l’idea che, nonostante le circostanze nelle quali si è coinvolti sembrino negarlo, nel mondo esista qualcosa di bello, appena nascosto da un velo in procinto di cadere da un momento all’altro … e allora, ben venga un soffio di rosa a scostare quel velo.
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