Storia, arte, poesia, botanica, medicina, spiritualità, economia e cultura sono indissolubilmente legate dal filo rosa della Rosa.
Protagonista assoluta del saggio di Anna Peyron IL ROMANZO DELLA ROSA, storia di un fiore per add editore, la rosa viene raccontata in tutte le sue possibili espressioni e trasformazioni attraverso le migrazioni che la vedono viaggiare dall’estremo e medio oriente e dall’America fino agli incantevoli roseti europei con successive tappe in Africa e in Australia portando ovunque con sé un’ispirazione alla bellezza che si nutre di continue rivelazioni di profumo, colore e forma.

Si ha testimonianza della sua presenza già nell’Oligocene, trentasette milioni di anni fa, dai ritrovamenti di fossili in Oregon e in Colorado e non c’è civiltà raffinata del passato, dall’Antico Egitto alla Magna Grecia e a Roma, che non la esalti nelle celebrazioni e nei riti, nelle pitture e nelle decorazioni. Il XVI secolo vede il diffondersi dei “creatori di profumi” e il nascere del mercato, fino al XVII ancora limitato.
L’autrice introduce amabilmente Giuseppina, qui chiamata con il nome in italiano, a cui è dedicata una parte importante del testo e registra puntualmente tutto il percorso della Malmaison, dall’acquisto del castello e del terreno ai progetti iniziali, dalla crescita all’apoteosi del trionfo e dello splendore delle specie più belle e preziose. L’imperatrice è impegnata con l’acquisto di piante presso rivenditori seri e capaci, nello scambio di semi con altri nobili coltivatori e segue personalmente il lavoro di giardinieri, artigiani e operai. Nulla è lasciato al caso e si evince come per Giuseppina, e per tutti gli altri rodofili e rodologi che seguiranno, come la rosa sia, non qualcosa ma qualcuno. Ernesto Ferrero inizia la prefazione del libro con la frase La rosa è donna. Più avanti afferma Ogni rosa è una persona. Ed è così che viene amata e trattata, come una persona. Non importa se presto sfiorisce e muore perché rinasce sempre uguale a sé stessa seppure diversa e unica.
Nel mondo sono tanti coloro che perdono la testa per lei, artisti, soldati, ecclesiastici e signore sicure di sé, femministe ante-litteram, che non esitano a spostarsi di paese in paese incuranti del disagio di attraversare luoghi inospitali e impervi, in alcuni casi rinunciando a maritarsi per dedicarsi esclusivamente a lei, per creare luoghi dove possa sbocciare, fiorire e vivere ammirata dal mondo che si inchina ai suoi piedi. Vengono spese fortune che vedono gli amanti indebitarsi e in alcuni casi finire la propri giorni in povertà. Non è il caso di Giuseppina che comunque, alla sua morte, lascia debiti ingenti ripagati poi dai figli con la vendita della Malmaison. In altri casi va meglio e dai roseti nascono fiorenti attività commerciali che sapranno accrescere il loro successo fino a diventare oggi dei marchi affermati nel mondo.
L’elenco di coloro che con passione e generosità si sono dedicati alla coltura e alla cultura della rosa antica e moderna, da giardino e da taglio è fortunatamente corposo e ci si augura che continui a esserlo. Particolarmente interessanti sono le figure di donne che con più fatica, in passato, hanno dovuto fare appello alla loro determinazione per realizzare i propri progetti, fra queste, solo per citarne alcune ricordo Marthe Bibesco, Geltrude Jekill, Ellen Ann Willmott, Vita Sackville-West.
IL ROMANZO DELLA ROSA, storia di un fiore illustra sapientemente e con bellezza la storia di una regina lasciando intravvedere sullo sfondo della narrazione il susseguirsi di guerre e rivoluzioni sanguinose che non hanno potuto fermare quegli spiriti animati dall’amore per la rosa, protetti dal loro stesso amore, forse perché c’è qualcosa di magico in questa splendida creatura.
© 2024