La lettera, un’operazione emotiva

Di lettere si vive.
Se la comunicazione epistolare, affascinante per il linguaggio e commovente per il contenuto, rievoca tempi lontani, la sua riesumazione dai cassetti della nonna può rivelare quel sottile benessere che dalla lettura intima spinge, per entusiasmo e bisogno di misurarsi, all’emulazione.
Prendere in mano carta e penna per scrivere all’amico del cuore, a un parente, a un mentore è un’operazione emotiva che conduce molto lontano dall’idea di partenza.
Sopraggiunge un’esigenza mista di silenzio, ascolto, lentezza, scelta curata della parola, che facendo avanzare verso la profondità racconta l’altezza del pensiero.
Quel che è scritto rimane per sempre, esce dal tempo e poggia sull’eternità.

Avrà mai pensato Lucio Anneo Seneca, che la sua lettera a Lucilio sarebbe diventata una lettera per tutti? Avrà mai pensato a quantoA sarebbe stato importante per noi confortarci con le sue parole, trovare forza e dignità grazie alle sue riflessioni?

Si reprime l’omicidio, si reprime l’assassinio di una singola persona: e allora, cosa dire delle guerre? Cosa dire dello sterminio di interi popoli, un crimine di cui ci si vanta?
Avidità e crudeltà non conoscono limiti. E azioni del genere, finché vengono commesse di nascosto e da singole persone, fanno minor danno e sono meno mostruose. Ci sono atrocità che si commettono per decreto del senato e per volontà del popolo, e si impone in nome dello stato ciò che nella vita privata è vietato.
Azioni che, commesse di nascosto, si sconterebbero con la pena di morte, noi le esaltiamo quando a compierle è uno in divisa da generale. Non si vergognano gli uomini, che tra gli esseri viventi costituiscono la specie più mite, di provar piacere spargendo l’uno il sangue dell’altro, di fare la guerra e di trasmetterla ai figli perché la portino avanti, quando persino le creature senza parola e le bestie feroci vivono in pace tra di loro! […]
Ormai si uccide una persona per scherzo e per divertimento, quando l’uomo dovrebbe essere una cosa sacra per l’uomo!

(Ad Lucilium , ep., 95,30-31)
SAGGEZZA STOICA, L’UOMO, IL MONDO E DIO
A cura di Carlo Luigi Torchio
Promolibri Magnanelli

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Facciamo una pausa. Persi nella serenità anche sotto un cielo di nubi, prendiamo un foglio di carta da lettera e scegliamo una penna speciale e poi mettiamoci lì ad arare, a seminare, a riempire di parole il rettangolo bianco, come fosse un prato pieno di fiori.

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