RESILIENZA ED EMERGENZA

In un tempo di forte disagio collettivo alternato ad un umorismo sopra le righe e con un pendolo che oscilla fra ottimismo e pessimismo, la ricerca di serenità e di buon senso sale alle vette delle aspirazioni quotidiane.

L’attuale virus, il coronavirus, che scuote occidente e oriente, con tutto il rispetto per coloro che sono personalmente coinvolti, si rivela anche come un’occasione unica per vedere il mondo con altri occhi e per sondare profondità spesso trascurate.

Al di là dell’aspetto sensazionalistico, che gioca molto, e delle sue spiacevoli conseguenze, la resilienza, come un impavido meccanismo naturale, invita a sperimentare un’alternativa di vita durante l’emergenza, attivando nell’essere umano la riscoperta delle cose semplici e vere e attivando la condivisione delle più preziose qualità che ci rendono migliori e più forti, amorevoli e creativi.

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Scrive Anna Maria Ortese nel suo libro Il cardillo addolorato:

«E, insomma, il mondo è disattento e non possiamo non dedurne che solo talune profonde qualità dell’animo, come quelle che emergono in chi ama di puro amore, rendono gli uomini illuminati; mentre l’amore superficiale non dice nulla di nulla»

https://elisabettamastrocola.com/2019/04/16/lopportunita-dellinquietudine/

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