Lisistrata, dove sei?

Se negli anni Settanta, le donne occidentali hanno sfilato in piazza cantando, ballando e agitando reggiseni al vento, per chiedere il diritto all’uguaglianza, una volta raggiunta una certa emancipazione, non solo hanno ripreso il reggiseno ma lo hanno gonfiato a dismisura, come pure hanno gonfiato e modificato interi pezzi dei loro corpi.

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Se questo rimodellamento ornamentale, rincorso dall’adolescenza alla senilità, sia un ulteriore diritto acquisito, può essere condiviso o meno, ma resta essenzialmente la domanda sul perché una donna, per piacere e piacersi, per amarsi ed essere amata, abbia bisogno di essere diversa da quella che è; considerando la fatica fatta e l’impegno profuso in tanti anni, per essere accettata dagli altri – dagli uomini – esattamente per quella che è!

Essere bella (bella?) non basta, si deve anche essere eternamente giovane, sempre più giovane, quasi bambina … Eppure nonostante bellezza e gioventù, seppur fittizie, la donna non è più felice o meno infelice di prima. Forse perché viviamo in un mondo dove la parità non è mai stata veramente raggiunta? Forse perché la parità di genere implica dare pari valore alle qualità dei due principi maschile e femminile, di cui l’uomo e la donna sono i rappresentanti? Potrebbe essere una tesi da approfondire. Potrebbe essere interessante riconoscere il potere della partnership (valore del principio femminile) quanto quello della leadership (valore del principio maschile). E non sarebbe opportuno che, come esiste un Ministero della Difesa, esistesse un Ministero della Pace? Se ci fosse una vera parità di genere, sarebbe del tutto normale.

Nel 411 a.C. ad Atene, Aristofane rappresentò per la prima volta una commedia scritta per raccontare la pace e non trovò migliore protagonista che una donna, Lisistrata, perché solo una donna avrebbe trovato il modo per placare il desiderio di guerreggiare mutandolo in diplomazia e dialogo.

Di quali strumenti disponevano le donne greche, nel V secolo a.C. per frenare la violenza, la crudeltà e l’inutilità della guerra? E a quale piacere o necessità della vita avrebbero rinunciato gli uomini? Il sesso. Ed ecco lo sciopero.

Lisistrata riuscì a riunire le donne delle diverse città greche nell’Acropoli di Atene convincendole ad utilizzare la loro energia e la loro intelligenza non per sedurre ma per educare i loro mariti, e ci riuscì. Gli uomini accettarono la pace, almeno momentaneamente.

Lisitrata, da un certo punto di vista, non dimostrò la parità ma la supremazia.

La supremazia della pace sulla guerra. E oggi, Lisistrata, dove sei?

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