I FIORI DI VIOLETTE

Violette Toussaint, protagonista del romanzo di Valérie Perrin Cambiare l’acqua ai fiori – edizioni e/o, è la guardiana del cimitero di un piccolo paese della provincia francese. Il suo bagaglio di dolore non è indifferente ma altrettanto importanti e luminose sono state quelle persone, poche, che l’hanno riportata alla vita permettendole di trovare un senso dove il senso sembrava smarrito; così la presenza della morte si affianca al rigoglio della vita … L’orto che cura amorevolmente, i fiori da cambiare e da annaffiare, le persone da consolare, i defunti da ricordare.

Defunti a cui riconoscere il diritto di esistere, ed esistere davvero, che non hanno avuto in vita, almeno non come ogni essere umano dovrebbe avere.

Domani alle quattro c’è una sepoltura. Il cimitero avrà un nuovo residente, un uomo di cinquantacinque anni morto per aver fumato troppo. Almeno è quanto dicono i medici. Non dicono mai che un uomo di cinquantacinque anni può morire per non essere stato amato, per non essere stato sentito, per aver ricevuto troppi conti da pagare, per aver fatto troppi debiti con le banche, per aver visto i figli crescere e poi andarsene senza neanche salutare, per un vita fatta di rimproveri e musi lunghi in cui la sigarettina e la cannetta per sciogliere il nodo allo stomaco ci stavano proprio bene.

Ci sono molti elementi di bellezza su cui riflettere in questo tenero e drammatico libro, ma ciò che emerge è l’innegabile lucidità che lo rende un inno alla vita, perché l’indifferenza, la disattenzione, il cinismo, le preoccupazioni, l’abbandono aprono ferite difficili da guarire. E allora, ricordiamolo prima che sia troppo tardi, prima che sia necessario sfiorare la morte per amare la vita e tornare a vivere.

© Elisabetta Mastrocola

Un pensiero riguardo “I FIORI DI VIOLETTE

  1. Dovrebbe essere bello, il titolo mi ispira e quel che traspare dalle tue parole.
    Parlare di nuove residenze al cimitero è dare prolungamento alla vita.
    Grazie!

    "Mi piace"

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