LA STREGA BUONA DI BIANCANEVE

Il modo di vedere una determinata cosa è doppio: buona o cattiva, calda o fredda, bianca o nera; oppure una volta buona l’altra cattiva, una volta calda l’altra fredda, una volta bianca l’altra nera.

Dalla notte dei tempi, a memoria d’uomo, le favole più conosciute sono sempre state interpretate da un unico punto di vista. Nel caso di Biancaneve, la giovane e buona principessa è minacciata dalla matrigna che vuole impedirle di vivere felice e spensierata.

Pixabay

La lettura del simbolo è chiara ma incompleta, perché se è stata utile a molte donne per rintracciare nella strega, la figura interiore o esteriore ostacolatrice della propria realizzazione, ha comunque contribuito a perpetuare un’educazione gestita da un orientamento esclusivamente maschile che ha negato il punto di vista femminile, cancellando del tutto la tradizione del suo insegnamento di cui non è rimasta alcuna traccia.

Ne parla con assoluta precisione Miranda Gray nel suo libro, uscito nei primi anni novanta, LUNA ROSSA, edito oggi da MACRO EDIZIONI.

L’opera, sempre attuale, lo è ancora di più perché stiamo assistendo non solo ad una stasi nel riconoscimento e nel rispetto dei valori femminili, ma ad un vero e proprio arretramento culturale. Nel contesto dell’ampio studio della tradizione femminile, che prende in considerazione la reinterpretazione di miti e narrazioni folkloristiche, l’archetipo della matrigna/strega assume tutto un altro significato.

Uno dei più comuni archetipi, presente in molte culture, è quella dell’energia femminile universale, o “Grande Dea”. Spesso questa immagine era rappresentata con tre figure femminili che, a loro volta, rappresentavano i cicli vitali di tutte le donne: la Vergine, la Madre e la Vecchia, o Strega […] Nella favola di Biancaneve, l’aspetto oscuro del femminile è rappresentato dalla Regina, che è una maga cattiva, e quello positivo da Biancaneve, che è una ragazza vergine, buona e bella. Nella versione originale, la regina è descritta come una donna bella e matura, col pieno possesso dei suoi poteri magici femminili. Travestita da vecchia, offre a Biancaneve una mela che è avvelenata dalla parte rossa: un colore significativo. La regina ha qui il ruolo dell’iniziatrice: distrugge la bambina ed offre i poteri mestruali con la mela rossa.

La narrazione e la spiegazione seguono …

La favola racconta il primo rito di passaggio, dove vediamo la bambina diventare donna, ma soprattutto ci illumina sull’aspetto distruttivo – la strega – perché nulla può nascere se qualcos’altro non muore, e questa dinamica comprensione si può avere solo grazie alla visione ciclica del femminile, che Miranda Gray illustra nel testo con ricchezza di dettagli.

Da qui si possono aprire profondissime e numerose riflessioni.

In ultima analisi, appare evidente che la donna deve ritrovare e recuperare il suo antico Insegnamento per equilibrare nel mondo le energie femminili e maschili, e deve farlo per sé stessa e per l’uomo, l’altra metà del Cielo … E della Terra.

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