Lo strano caso dello scrittore

Se incontri una persona che cammina con aria distratta, che attraversa la strada senza guardare che sia libera o meno, e a cui l’eventuale semaforo ricorda uno strano albero con le lucine colorate, è molto probabile che sia lo scrittore.

Scrive Victor Hugo:

Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona
PIXABAY

È lo stato d’essere di un continuo osservare, ascoltare, prendersi carico del popolo dei suoi personaggi che non lo abbandona mai. Anche quando l’ultima di una lunga serie di parole ha raggiunto la storia e l’ha conclusa, gli echi rimangono nella mente e accompagnano lo scrittore, perché la storia non vuole essere abbandonata.

E se non tutto fosse stato detto, se non tutto fosse stato spiegato? Come esaurire nel volume di un libro, in quella manciata di fogli di carta, tutta quella somma di emozioni e di esperienze, quelle sensazioni ancora inappagate che hanno scavato nella profondità senza fondo dei personaggi?

Rimane sempre il dubbio che si sarebbe potuto dire meglio, che ci si sarebbe dovuti mettere di più a disposizione della narrazione, che i protagonisti avrebbero potuto essere accolti con più calore di quanto non sia stato offerto. L’interrogazione non trova riposo proprio come nella realtà che è in continua espansione e cambiamento, così lo stesso mondo intrappolato nello scrittore si espande e cambia e chiede. Ed ecco allora che la distrazione risulta essere altro.

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