La bellezza delle cose inutili

Se riesci a non giudicarti quando gusti il piacere dell’ozio, se riesci a penetrarlo e a fartene penetrare, allora, accade lo strano fenomeno dell’ascolto di te stesso e dell’ascolto del mondo, e l’impercettibile ma sicura scoperta di non distinguere più dove finisci tu e inizia il mondo e dove finisce il mondo e inizi tu.

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Se in questo smarrimento di confine e d’identità riesci a non perderti sgomento ma invece ad assaporare l’espansione della realtà, scopri l’inganno di un convincimento che come un’ombra ti ha accompagnato dall’infanzia, per importi quelle regole che miravano a togliere la spontaneità del sorriso sincero e a bloccare la creatività che, sopra ogni cosa, ti avrebbe reso libero e vero.

Ritrovare il sorriso perduto e la creatività negata è la possibilità concessa dalla scoperta di quella particolare funzionalità dell’ozio, che come qualsiasi momento di assenza di contingenza, sa rivelare la bellezza delle cose inutili, per scoprire quanta vitalità possa scaturire dall’inutilità.

Come scrive Yutang Lin

Se riesci a trascorrere un pomeriggio perfettamente inutile in modo inutile, hai imparato come vivere.

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