Ha un problema? Soffre di qualche patologia? Le prescrivo un gatto!

Più che un romanzo Un gatto per i giorni difficili è un insieme di racconti uniti da un filo conduttore. I cinque protagonisti si rivolgono a un medico dell’anima, uno psicoterapeuta che esercita presso una clinica ben celata a occhi indiscreti e ubicata in un particolare quartiere di Kyoto, per risolvere i loro problemi, che siano relazionali, esistenziali, professionali o maturati in seguito a traumi sono tutti causa di infelicità e insoddisfazione.

A ognuno di loro, il medico prescrive un rimedio che, più che efficace, è miracoloso: un gatto! Da assumersi per una settimana o poco più, secondo i casi. Ogni volta, alla fine della visita e su richiesta del medico, l’infermiera consegna un trasportino con un gatto insieme a una borsa con l’occorrente per occuparsi del micio.

Le storie sono narrate con semplicità e affrontano con un tocco di magico realismo l’importanza della pet-therapy, mettendo in rilievo quello che questo comporta. La tenerezza e la curiosità suscitati dai teneri e paffuti felini apportano un beneficio psico fisico innegabile, che stupisce lo stesso beneficiato, e la contemplazione delle bellissime creature offre l’immagine di un qualcuno che, con la propria imperturbabilità, sembra sappia vivere meglio di noi esseri umani. Ma ciò che è più interessante rilevare è come il protagonista/paziente, dovendosi occupare di un altro essere vivente, in tutto e per tutto dipendente da lui, distoglie l’attenzione dalla propria questione personale per deviarla verso l’esistenza di qualcuno che non è egli stesso, perché in tale pausa si apre uno spazio che permette a quelle straordinarie risorse interiori, che vivono nel più profondo del nostro essere, di emergere in superficie e portare così una visione nuova e un’ispirazione capaci di dare la risposta giusta al proprio problema.

Dietro l’assunzione di un gatto c’è molto di più, c’è il contatto con sé stessi.

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