Vecchiaia o età d’oro?

coppia di anzianiSaturno, vecchio e saturo, perché colmo di saggezza, avanza come l’Eremita dei Tarocchi alla luce della lampada che conduce con sé per illuminare i passi del proprio cammino. È solo una lampada, ma sufficiente per esplorare i sentieri del mondo.

Saturno e la vecchiaia condividono una fama infelice che si vorrebbe scansare, anche se evitare lei significherebbe non evitare il peggio.

Nel percorrere le vie secondarie della conoscenza lontane dal bagliore dell’immagine, per ritrovare la saggezza dei sapienti, custodi di quel buon passato in cui la qualità del rapporto umano era quotata come il più alto valore da raggiungere in una spiritualità realizzata, si riordina il senso della vita, e in particolare dell’ultima parte: la vecchiaia, l’Età d’Oro.

Agli albori delle civiltà, nelle differenti tradizioni culturali, gli anziani erano trattati con rispetto e considerazione, e non solo rappresentavano coloro a cui chiedere consiglio ma detenevano il potere di decisione ultima in tutte le scelte importanti.

Dalla piccola tribù al governo di grandi nazioni, nei cinque continenti, il Consiglio degli Anziani era un’istituzione fondamentale, e ciò che ne è rimasto ai nostri giorni, si chiama Senato, da senior, anziano. E oggi?

La caduta verso un atteggiamento tanto commiserevole, quale quello odierno, nei confronti della vecchiaia, può trovare diverse risposte, più o meno rintracciabili, e anche, per alcuni, opinabili.

Certo è che la saggezza della maturità è andata perduta fra le tante patologie che affliggono i corpi usurati e le menti stanche di chi non ha potuto o saputo, invecchiando, scorgere altri modelli, non necessariamente rinunciatari, depressi, ospedalizzati; così da intravedere figure, sì dall’aspetto delicato, ma dagli occhi accesi, svegli e giovani, pronte ad aprirsi nel sorriso ironico e buono che sa insegnare il dolce nascosto nell’amaro. Questo era il traguardo, un tempo, a cui si arrivava sempre con buon giudizio e azioni perseveranti.

Le antiche dottrine ci dicono che l’uomo, durante la crescita, sviluppa conseguentemente i suoi diversi corpi, in archi di età più o meno definita, dai sei agli otto nove anni.

Il bambino arriva, dalla nascita ai sette anni, ad imparare la gestione del corpo fisico, e in altri sette anni sviluppa il corpo eterico, l’adolescente sviluppa l’astrale, e il giovane sviluppa il mentale, e così via: sette per il causale, sette per il buddhico, sette per l’atmico …

Nell’attuale stato dell’evoluzione umana, coloro che arrivano a sviluppare il corpo causale sono pochi, ma questo dovrebbe essere il percorso, se potessimo esplicare naturalmente le nostre funzioni.

Man mano che il corpo successivo cresce ed arriva a maturità, il corpo sviluppato in precedenza perde gradualmente forza e potere; così se noi “invecchiamo bene”, se siamo consapevoli, centrati e seguiamo la nostra vera strada, invecchiando potremo perdere la tonicità, il vigore e la bellezza del corpo fisico, ma guadagneremo in forza interiore, pazienza e lungimiranza, tranquillità e lucidità, e passeremo dalla densità della passione istintiva all’intensità raffinata della mente e del cuore.

 

 Fra gli esempi di illustri anziani, terribilmente giovani, vorrei citare la scomparsa Bianca Buchal che, dopo una vita di lavoro e ricerca, scrisse a novantatré il libro Gravidanza consapevole con la casa editrice Uno Editori  e lavorò fino a novantanove anni al blog www.gravidanzaconsapevole.org, sempre attiva e in contatto con associazioni e organizzazioni legate alla consapevoezza della madre.gravidanza-consapevole-bianca-buchal Altro contemporaneo che ci ha lasciati all’età di quasi centouno anni, è l’ebanista napoletano Vincenzo Pandolfi (1905-2005) di cui si può ammirare il Plastico in legno del Tempio Cristo Re UT UNUM SINT nella chiesa romana di Sant’Ignazio in Campo Marzio. Si tratta di un progetto su scala 1:200 in legni pregiati composto da un grande corpo centrale rappresentante un tempio che accolga, unifichi e orienti gli uomini di tutte le religioni verso un’idea centrale di Pace Universale, circondato per l’intero perimetro da una serie di tempietti, ad immagine dei tanti e ricchi credi spirituali. L’opera testimonia la realizzazione della Pace Universale attraverso l’abolizione delle guerre e l’apertura del dialogo fra le religioni.

Pandolfi inizia l’opera a settanta anni e la termina a novantotto.

E infine, un’anziane e semplice casalinga, anche lei capace di gioventù, che alla domanda Cos’è per te la felicità? Dopo avermi guardata, aver guardato in alto ed essersi guardata intorno, candidamente risponde Volere bene a tutti.

Non sono miti, eroi o santi, ma persone in cui l’anima ha trovato accoglienza. Ricompensate con la longevità e la capacità di provare amore e interesse autentici per gli altri.

L’omeopata Grandgeorge spiega che in francese Dio si dice Dieu, e suona come dit eux (dì a loro) … Per loro. Non per me. Non per noi. Per loro. La vita ha senso diverso e speciale quando sei pronto a lasciarla avendo condiviso tutto, in vecchiaia, al compimento dell’Età d’Oro.

 

 

 

  

 

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