Poesia, stagione dell’anima


La poesia conosce le stagioni dell’anima, e ci trasporta nel mondo con i sogni dei poeti erranti, senza altra dimora che la propria interiorità abitata dagli elfi dai mille colori, che con passo felpato ci accostano percorrendo e danzando i sentieri invisibili.

La poesia aborrisce il passaporto e si ferma sulla soglia della parola per cantarla nelle notti stellate e nei giorni di luce infinita.

E come ogni inizio, la Primavera risveglia dal torpore e ci fa giovani e incantati, pronti all’ascolto del silenzio in un unico momento di solennità.

Grazia Deledda ci regala un soffio del suo respiro poetico, anche in questo magico giorno di prima vera.

La Primavera

L’inverno aveva rinfrescato anche il calore delle rocce.

Dai monti scendevano vene d’argento,

mille rivoletti silenziosi, scintillanti tra il verde vivido dell’erba.

Il torrente sussurrava in fondo alla valle

tra i peschi e i mandorli fioriti.

E tutto era puro, giovane, fresco,

sotto la luce argentea del cielo.


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