Oltre il consenso

Nonostante la moda dell’anticonformismo e della liberazione dai limiti dei luoghi comuni, viviamo accomodati nel conformismo della stravaganza e del nonsense felicemente soddisfatti dall’esternazione legittimata della sofferenza e del disagio condiviso; ma se questo in passato ha segnato il passo di un avanzamento civile e sociale rispetto alle problematiche personali nascoste e taciute, ora si rivela abusato e anacronistico.

Il desiderio di normalità e l’aspirazione ad una bellezza visibile e riconoscibile che non abbia bisogno di interpretazione – necessaria proprio quando si vuole chiamare bellezza quello che è tutto fuorché bello – trovano spazio quando si ha il coraggio di uscire dalla sponsorizzazione del consenso comune, dal quale pare, a volte, che l’opinione pubblica sia presa in ostaggio.

Guillaume Apollinaire ci regala, con la semplicità delle parole vere, la libertà del pensiero che non ha paura di esprimersi come ignota voce fuori dal coro. Libertà che arriva quando non si oppone resistenza e ci si inoltra lungo sentieri abbandonati con il cuore in gola e negli occhi un’attesa piena di meraviglia.

Venite sull’orlo, disse.

Abbiamo paura, dissero.

Venite sull’orlo, disse.

Andarono.

Lui li spinse e volarono.

https://elisabettamastrocola.com/2019/04/16/lopportunita-dellinquietudine/

http://www.ilpoteredellaparola.com

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