ELIOTERAPIA, guarire con il sole. Una medicina del passato, del presente e del futuro.

La riflessione sull’elioterapia non è una nota critica alle misure poste in atto per la prevenzione del Covid-19 – misure da seguire scrupolosamente secondo le indicazioni degli organi istituzionali – ma è un invito a conoscere e approfondire una branca della medicina che in passato ha avuto un grande successo ottenendo risultati brillanti e complete guarigioni.

Richard Hobday, autore del libro GUARIRE CON IL SOLE, è un ingegnere specializzato nell’efficienza energetica applicata all’architettura solare per l’edilizia abitativa e sanitaria.

A seguito di una lunga e laboriosa ricerca nel campo dell’elioterapia, che lo ha portato ad essere un esperto del settore, ha dedicato parte del suo saggio alla storia di questa disciplina naturale che parte dal periodo classico, arriva ai nostri giorni e si proietta nel futuro.

L’efficacia dei raggi solari è stata più volte scoperta e più volte dimenticata, e l’attuale avversione nei confronti del sole vede, fra le diverse cause, i danni apportati da un’eccessiva esposizione per tempi e modi sbagliati. La letteratura medica è, comunque, contraddittoria riguardo i benefici e i rischi.

Oggi, e probabilmente sempre più nell’avvenire, la maggiore consapevolezza di come il contatto con la natura sia fondamentale per la salute fisica e psichica dell’uomo, potrebbe portare l’elioterapia verso una rinascita.

Se in passato già Ippocrate sosteneva l’importanza di esporre i malati all’aria fresca, anche Soranus di Efeso (98 d.C.) e Antillo (200 d. C.) prescriveranno l’Heliosis per le malattie croniche, così come Plinio il Vecchio e Cornelio Celso, e più tardi il filosofo medico matematico e fisico Avicenna (980-1037).

La rivalutazione, dopo più di un millennio di oblio, arriva con gli scienziati Downes e Blunt che scoprono l’effetto battericida della luce solare, scoperta approfondita poi dal premio Nobel per la Medicina (1905) Robert Koch, a sua volta preceduto da un altro premio Nobel (1903) Niels Finsen, che lo vince proprio per la cura della tubercolosi  con l’uso della luce solare, applicando il trattamento Open-air, utilizzato nella sua Clinica della luce aperta a Copenaghen.

Altri studiosi e medici che contribuiscono alla causa sono il prof. E.J. Widmark, il dr. Oskar Bernhard per la cura delle ferite da guerra, e il dr. Auguste Rollier (considerato l’elioterapista più famoso del mondo) per la cura delle ferite da guerra e della tubercolosi. Rollier apre una prima clinica svizzera a Leysin, dove previene e guarisce altre patologie importanti come il rachitismo, l’anemia, l’osteomielite, ustioni e fratture, ulcere e vesciche, per arrivare a trentasei cliniche capaci di ospitare più di mille posti letti.

Altro importante elioterapista è il britannico Henry Gauvain.

L’elioterapia permise di raggiungere tre importanti risultati: la guarigione e prevenzione del rachitismo, il trattamento della tubercolosi extra-polmonare, la guarigione dalle ferite.

Associati all’esposizione solare erano però anche l’aria pura, l’assenza di nebbia, fumo, polvere, vento e pioggia combinati con una buona alimentazione, prolungati periodi di riposo, trattamento ortopedico e piacevoli attività lavorative.

Ma tutto doveva avvenire sotto l’attenta e vigile guida di un medico perché era fondamentale esporsi in modo sicuro.

Non si può dimenticare un’altra importante figura di riferimento, la pioniera e infermiera Florence Nightingale che fu una delle prime sostenitrici dei reparti ospedalieri illuminati dal sole con aria pura e corretta temperatura, come scrive nelle sue Notes:

Nessun reparto di ospedale può essere considerato valido se i malati ricoverati non sono costantemente riforniti di aria pura, luce e una corretta temperatura. Questi risultati possono essere ottenuti solo con una progettazione adeguata dell’ospedale e non sono certamente il frutto dell’aspetto o della forma esteriori. Nessuno di questi elementi può essere sacrificato all’ottenimento di un altro. Un architetto che non riesce a realizzare tutte e tre le condizioni può mettersi il cuore in pace: progettare ospedali non fa parte della sua vocazione.

estratto dal libro GUARIRE CON IL SOLE, di Richard Hobday, MACROEDIZIONI

Attualmente le patologie sono altre,ma in ogni caso, il riscontro dell’importanza della vitamina D induce a riflettere sui benefici di una corretta esposizione alla luce solare con aria fresca e pulita, di un sano movimento, di motivazioni psichiche e benessere interiore.L’elioterapia potrebbe tornare ad essere un valido aiuto per una buona salute.Non a caso SALUTE, SAT-LUX  significa proprio avere ABBASTANZA LUCE.

https://elisabettamastrocola.com/2019/07/11/shinrin-yoku-il-bagno-nella-foresta/

http://www.ilpoteredellaparola.com

Un pensiero riguardo “ELIOTERAPIA, guarire con il sole. Una medicina del passato, del presente e del futuro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...