Il diamante nascosto della civiltà

Il diamante nascosto della civiltà, che ancora dorme nelle viscere dell’inconscio, è la poesia.

Bene prezioso, testimonianza di levatura, compagna invisibile del risveglio di cui ascoltare i passi lievi che si muovono discreti.

La poesia compie prodigi, scuote dagli inganni, scioglie le catene dei condizionamenti registrati nei millenni impastando quell’impalpabile incanto che improvviso colpisce il cuore e apre gli occhi.

Sensazione di un attimo che scorre rapida nelle vene e continua la sua corsa sulle strade del mondo, dove costruire dignità e bellezza con materiali incorruttibili.

Gli sconosciuti che si sfiorano indifferenti non sanno ancora che diventeranno amici felici di incontrarsi. Allo stesso modo, il linguaggio privo di grazia che comunica frettoloso il necessario dei giorni grigi, impoverendo la vita sociale, non sospetta di ospitare in sé il seme di una cultura più amata, dal quale può fiorire l’arte della parola. La parola vera e bella, quanto solo la poesia può esserlo, perché niente come la poesia educa l’individuo alla nobiltà su cui si fonda una civiltà pacifica, giusta e prospera.

Giuseppe Ungaretti ce lo ricorda così

COMMIATO

Gentile Ettore Serra

poesia

è il mondo l’umanità

la propria vita

fioriti dalla parola

la limpida meraviglia

di un delirante fermento

Quando trovo

in questo mio silenzio

una parola

scavata è nella mia vita

come un abisso

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